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Il territorio Salteño è stato abitato da popoli da diversi
origini da tempi precolombini, la cui influenza dura fino i notri giorni.
Fino il 1000 AC si erano sistemati popoli agro-alfareros (vasaio) e pastori. Il più importante era il Diaguita-Calchaqui, che proveniva dagli Andes, e si è situato nelle valli alte e la Puna. Nel XV secolo la regione fu dominata dagli Incas e passò a comporrere el Collasuyo, una delle quattro regioni nelle quali si era diviso l`impero che si conosceva come Tahuantinsuyo. L´influenza Inca ha lasciato un carattere nei diversi aspetti, e impose il suo idoma, il quechua.
Nel XVI secolo la zona fu conquistata dagli Spagnoli, cominciando cosi el processo di scambio culturale e di meticci.
Fino il XIX secolo Salta manteneva un forte rapporto socio económice con Bolivia e Perú condividendo con alcune città con lineamenti della sua architettura, arte e costumi che si conservano fino oggi.

I Cammini Incas
Nelle Valli Calchaquí e la Puna si trovano cammini incaicos andando a zigzag nei sentieri sceltiati appartenienti ad una estesa rete che comunicava tutto l`impero. Molti di loro conducevano ogli “adoratorios” (posti dove si prestava culto di adorazione alle divinità), situati nelle alte cime andino e con delle paesaggi bellissimi.

I bambini del Llullaillaco
A marzo di 1999 si produce una delle scorperte più importanti nel campo dell`archeología d`alta montagna. La scoperta di tre bambini apparteninenti alla civiltà Inca insieme a una centianaia varietà di oggetti che ci accompagnavano, nella cima del vulcano Llullaillaco, a 6700 metri sul livello del mare.
Si tratta d`un importante e distinto Santuario d`altezza, dove si offriva ai “dei” un rituale conosciuto come “Capacocha”.
Oggi questa meravigliosa scoperta è stata conservata investigata, e presentata al pubblico nel Museo d`Archeologia di Alta Montagna (MAAM), situato nel centro della città di Salta, che proporre un viaggio di 500 anni per vedere e capire che anche oggi rimane viva.

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