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Nell`epoca precolombina, abitanti da lontane e diverse
zone come il deserto “puneño” e la selva tropicale,
dove si uniscono durante le festività per scambiare i
suoi prodotti, frutto di lunghe ore di lavoro manuale.
Molte di questa tecniche ancestrali si conservano fino oggi,
attraverso di generazioni d`artigiani trasmittenti del sapere
popolare autoctono. Le stessi s`arricchirono con l`apporto
Ispanico.
Tessili: Nella Puna, lame pecore forniscono la lana per realizzare
veste in agi e “telar”, e nei popoli delle valli come
Seclantás e Molino, troviamo una delle più importanti tradizioni
di tessuti in “telar” creolo. Si elaborano coperte, tappeti,
arazzi, “ponchos”, stoffe come il “picote” e il “barracán”, fascie
e borse. Anche a Santa Victoria e Iruya si trovano tessuti di
vivi colori. Le comunità aborigini del nord-est della provincia
lavorano una fibra vegetale chiamata “chaguar”, per fare stoffe
originali borse e cinture.
“Cestería”: L`elaborazione di cesti in puleggio e “simbol” (graminàcee)
è típica del sud della valle calcahquí.
Alfarería: Con disegni propri dell`alfarería preispanica se la
trova nei popoli di Cachi, Cafayate e San Carlos.
Tagliatori di legno: Si concentrano nella zona Norte approfittando
l`abbondanza di materiali nelle selva e boschi. I Wichis
usano nobili legni di brillanti colori, come “Palo santo”,
“Guayacán”, “Quebracho” e “Mistol”.
Cuoio, asta e argento: Si tratta d`artigianati creoli in rapporto
con la tradizione gaucha e la vita di campo. Si trovano in
tutta la provincia.
Maschere Chanè: Le realizzano membri della cultura chanè in
legno di “Yuchán” o “Palo borracho”, nella zona Chaqueña.
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